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Ave, Cesare! - Recensione

Ave, Cesare! - Film - 2016 - RecensioneI fratelli Coen dirigono una commedia ambientata negli ultimi anni dell'Età d'Oro di Hollywood in cui seguiamo le vicende di Eddie Mannix, il 'fixer' dei Capitol Studios alle prese con il rapimento della star del filmone storico in produzione Ave, Cesare!

Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni

La locandinaWoody Allen torna a Londra per girare una commedia incentrata su due coppie sposate e sulle loro sciagure sentimentali. Le tematiche e la poetica del regista, ormai settantacinquenne, ricalcano quelle degli ultimi film senza trovate innovativeAlfie e Helena (Anthony Hopkins e Gemma Jones) sono una coppia anziana con una figlia, Sally (Naomi Watts) sposata con uno scrittore, Roy (Josh Brolin) che ha scritto un unico libro di successo e che ora vive in un momento di spaesamento creativo. I genitori della ragazza si lasciano dopo quarant’anni di matrimonio: Alfie, colto da improvviso terrore per la vecchiaia, si sposa con una giovane escort, mentre la moglie Helena si affida ai consigli di una cartomante imbonitrice. Tra le ansie della madre e la nuova giovinezza del padre, la figlia Sally vive nel disagio, a causa del marito invaghito della sua vicina e senza un buon libro da pubblicare. Anche lei perde la testa per il suo affascinante datore di lavoro (Antonio Banderas), ma questi non la ricambia. Una storia di tradimenti, passioni andate in fumo e cinismo, che si risolverà in un dramma esistenziale amaro e incerto sul futuro.Hopkins e WattsDopo Basta che funzioni e la sua cara Manhattan, Allen torna a Londra come aveva fatto per Match Point e Sogni e delitti, per dirigere una commedia che si trasforma in un melodramma, dove i sentimenti, le passioni e il malessere di vivere, diventano, ancora una volta, il motore da cui prende vita l’intera vicenda. Infatti, come nella più tipica tradizione alleniana, i rapporti difficili tra marito e moglie sono l’aspetto cardine della sceneggiatura, ma in questo caso il regista newyorkese, ormai settantacinquenne, lascia da parte il suo cinismo al vetriolo e le sue battute sulfuree, per dirigere un’opera scolastica, senza troppa arguzia, figlia di tematiche obsolete che ormai non catturano più di tanto lo spettatore. Certo il tocco di Allen nella messa in scena è inconfondibile e rimane pur sempre un ottimo regista nel raccontare con uno sguardo raffinato e delicato la sua particolare visione della vita, ma ormai le insofferenze esistenziali nascondono una certa freddezza nel manifestarsi.Una pellicola che forse non deluderà più di tanto gli appassionati del regista, mentre per chi non ha dimestichezza con l’autore quest’opera potrebbe risultare un po’ fredda e distaccata, che non dà particolari emozioni.Gli attori recitano il loro ruolo senza troppo coinvolgimento, forse perché i personaggi delineati non sono così tanto interessanti e ricchi di sfumature, con contraddizioni interiori che in passato erano un elemento fondamentale che hanno reso immortali i film di Allen.Insomma, Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni risente di una certa stanchezza: l’illusione della felicità e il cinismo senza fronzoli non escono ormai dai binari del già detto e del già sentito, e anche il finale, incomprensibile e quasi incompleto, non convince.Woody Allen rimane comunque un autore insuperabile, che ha dato vita con intelligenza e ironia alle ansie contemporanee da quarant’anni a questa parte, ecco perché non basterà un’opera mediocre a farcelo dimenticare.Vai alla scheda del film
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