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Life After Oil 2020: il programma del festival dedicato ad ambiente e diritti umani

I problemi legati all’utilizzo di combustibili fossili e le alternative possibili. Le denunce contro ogni tipo di sfruttamento e le storie di speranza per un mondo più equo. In Sardegna la settima edizione di Life After Oil, festival incentrato su ambiente e diritti umani

Non solo un festival cinematografico, con tanto di concorso internazionale. Life After Oil è sempre stato, secondo le intenzioni del suo fondatore (il regista Massimiliano Mazzotta), un momento più ampio di confronto sui temi della sostenibilità ambientale e dei diritti umani. A partire dalle opere di filmmaker di tutto il mondo. Uno sguardo sul pianeta che si è allargato con gli anni, come dimostrano i numeri della settima edizione che si svolgerà, attenendosi a tutte le misure di sicurezza necessarie per l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus, tra Ottana (3-5 settembre) e Santa Teresa Gallura (8-13 settembre). Sono 1.212 le opere iscritte, quasi il doppio dell’anno scorso, a dimostrare la crescita del festival. Certificata anche dal suo carattere sempre più internazionale. In questo numero di film sono infatti rappresentati ben 95 Paesi diversi. La commissione di selezione ha ammesso al concorso 97 film tra lungometraggi e corti di diverso genere (documentari, fiction, lavori d’animazione). Di questi ben 33 sono opere prime, a conferma di quanto Life After Oil continui a tenere in considerazione e promuovere i giovani registi e non solo gli autori più conosciuti e affermati a livello internazionale. In programma anche un lavoro fuori concorso che sarà presentato in anteprima assoluta, L’oro in bocca di Tomaso Mannoni che tra immagini di repertorio e girate per l’occasione racconta la storia di Furtei, piccolo comune del Sud Sardegna, e del suo territorio pesantemente inquinato per l’attività di estrazione dell’oro. Sono otto le sezioni competitive di questa edizione del festival: lungometraggi ambiente, cortometraggi ambiente, mediometraggi ambiente e diritti umani, lungometraggi diritti umani, cortometraggi diritti umani, world panorama, animazioni, sperimentali

Ambiente: lungometraggi e corti. A formare la sezione dei lungometraggi sui temi ambientali sono 6 film. Dei tre italiani fanno parte Legno vivo. Xylella, oltre il batterio di Filippo Bellantoni, un documentario realizzato per raccontare cosa sta succedendo in Puglia agli olivi, monumenti della natura che hanno attraversato secoli, e Vivere, che rischio in cui Alessandro Rossi e Michele Mellara fanno un ritratto di Cesare Maltoni, oncologo italiano di fama mondiale, uno dei pionieri degli studi sulla cancerogenesi ambientale e industriale. Tra gli altri film Lords of Water del francese Jérome Fritel sul tema dell’acqua vista come il petrolio del futuro. Compongono la giuria il regista svedese Fredrik Gertten, l’attrice francese Marianne Borgo, Marco Caldiroli (Presidente di Medicina Democratica) e Surina Narula, direttrice del forum internazionale Difficult Dialogues. Sono invece 18 i brevi film, di diverso genere, che fanno parte della sezione corti dedicati alle problematiche ambientali. Tra questi la fiction francese 2030, regia di Pierre Dugowson, che affronta il tema del riscaldamento globale in maniera distopica. Insieme a storie costruite con una sceneggiatura precisa, sono presenti documentari come Oro blanco di Gisela Carbajal Rodríguez che indaga i danni ecologici dell’estrazione di litio nel deserto di Atacama, e lavori più sperimentali come l’affascinante Gold of Cajamarca girato in pellicola 16 mm in Colombia da Alexandre Regol. La giuria è formata dalla giornalista Francesca Sironi, il regista Tomaso Mannoni e il produttore Matteo Pianezzi.

Diritti umani: lungometraggi e corti. Sono 6 i film che i selezionatori hanno pensato di inserire nella categoria dei lungometraggi dedicati a vari aspetti dei diritti umani. Tra questi c’è anche un documentario che sarà presentato in prima mondiale: The People vs Agent Orange diretto da Alan Adelson e Kate Taverna che indaga sui danni dell’erbicida conosciuto come Agente Arancio, dal suo utilizzo durante la guerra del Vietnam a oggi. Tra i film di finzione trovano spazio Untimely di Pouya Eshtehardi, incentrato su un soldato al confine tra Iran e Pakistan, e Omar and Us di Maryna Er Gorbach e Mehmet Bahadir su un gruppo di rifugiati siriani in Turchia. Invitati a far parte della giuria i giornalisti Anthony Muroni e Marilù Mastrogiovanni, il regista Bonifacio Angius e Pedro Pineiro Fuente, direttore dell'Ecozine Film Festival di Saragozza. Diversi sono i titoli asiatici tra i 19 della sezione corti che affrontano temi relativi ai diritti umani. Due di questi sono 15.7 km di Rian Apriansyah, dall’Indonesia, che racconta di un bambino che deve percorrere ogni giorno lunghe distanze per andare a scuola, e The Enabler di Aiman Aliff, dalla Malesia, su un ragazzo spinto alla violenza dal padre. Tra gli altri film The Daughter of… documentario di Joakim Demmer e Verena Kuri che si concentra su Micaela Veron, nipote dell’attivista argentina Susanna Trimarco, la cui madre è stata rapita quando lei era una bambina e mai ritrovata. A scegliere il migliore tra questi film saranno la cantautrice Claudia Crabuzza, il regista Antonio Martino e Fawzi Ismail, co-fondatore di Al Ard Doc Film Festival.

Mediometraggi e World Panorama. Novità di questa edizione è una sezione dedicata ai mediometraggi sia di tematica ambientale sia relativi ai diritti umani. Sono 5 i film proposti nella categoria. Dall’indagine sui semi di pomodori portata avanti da Linda Bendali con Seeds of Profit al focus sulle demolizioni delle grandi navi che rappresenta l’interesse principale di A Toxic Tanker diretto da Sander Rietveld. Da non perdere, poi, The Bajo won't Celebrate di Tariq Akreyi sui membri di una famiglia sopravvissuta a un attacco dell’Isis.  I tre giurati della sezione sono la regista Giorgia Cecere, il documentarista Marco Leopardi e Sergio Stagno, tra i fondatori di Skepto International Film Festival. La sezione World Panorama è invece a tema libero. A comporla sono 14 cortometraggi  tra i quali spicca Destino diretto e interpretato dal sassarese Bonifacio Angius, che è stato presentato come evento speciale della Settimana della Critica alla Mostra del cinema di Venezia l’anno scorso. Sempre come film italiani da segnalare Anna di Federica D’Ignoti con protagonista la nota attrice Valentina Lodovini. Tra gli altri della selezione il suggestivo Portoguese Sea di Edgar Pera costruito attorno ai versi del poeta Fernando Pessoa. I giurati di questa categoria sono il regista Giuseppe Casu, il direttore della fotografia Sebastiano De Pascalis e Paolo Serra, direttore del Centro Servizi Culturali di Carbonia della Società Umanitaria.

Animazione sperimentali. Amato non soltanto da bambini e ragazzi, ma anche dagli adulti, il linguaggio dell’animazione permette modalità di racconto originali ed efficaci nel veicolare certi messaggi. Lo dimostrano le opere scelte per questa edizione del festival: 15 corti, realizzati con diverse tecniche d’animazione, che trattano temi quali la deforestazione, come fa lo spagnolo Rodrigo Canet in Edén, o quello dell’acqua al centro del lavoro del portoghese Bruno Caetano dal titolo O Peculiar Crime do Estranho Sr. Jacinto. A scegliere il miglior lavoro di questa categoria sarà un gruppo di studenti del Conservatorio di Cagliari, sezione musica elettronica, coordinata dal docente Daniele Ledda.Una sezione tutta loro meritano quest’anno i lavori sperimentali. Ben 14 opere tra le quali figurano Inside the Pipelines della israeliana Adva Santo che tratta di solitudine, paura, identità e Soma dell’artista macedone Sandra Jovanovska, corto incentrato su un tassidermista e un macellaio. Il film vincitore sarà votato dalla Consulta Giovani di Oristano.

Il festival è organizzato dall’associazione Life After Oil con il sostegno delle amministrazioni comunali di Ottana e Santa Teresa Gallura e il contributo della Fondazione Sardegna Film Commission. La manifestazione è patrocinata inoltre da comune di Oristano, comune di Pattada, Conservatorio di Cagliari, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo.

Sito internet del festival: www.lifeafteroil.org

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