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Far East Film Festival 2016: il diario del Day 1

Far East Film Festival 2016 - Sabrina Baracetti - Johnnie To -Primo assaggio della 18esima edizione della rassegna di Udine dedicata al cinema popolare asiatico. Apertura con il kolossal coreano The Tiger di Park Hoon-jung e Johnnie To che ha presentato nelle vesti di produttore Trivisa

Con la consueta grande partecipazione di pubblico cosmopolita, si è aperta la 18° edizione del Far East Film Festival; sarà di sicuro la rassegna che verrà ricordata per la presenza nella serata conclusiva del grande Sammo Hung, ma già a partire da oggi gli ospiti presenti erano numerosi, pronti a farci conoscere le loro opere.

Park Hoo-jungL'Opening di quest'anno è dedicato al kolossal coreano The Tiger di Park Hoon-jung, che già avevamo visto qui ad Udine con l'action movie The New World: stavolta i coreani non se la prendono con i terribili comunisti del Nord, bensì con i giapponesi. Il film è ambientano nei primi decenni del ‘900, periodo in cui la Corea era occupata dalle truppe imperiali del Sol Levante.
Va bene la metafora della tigre, animale indomito che vende cara la pelle, ma mescolare Jack London con Il libro della Giungla e con l'epica della resistenza appare operazione un po' troppo ardita e soprattutto fortemente retorica. Bei paesaggi, buon digitale, ma il film nel suo complesso non convince, troppo preso a imbastire una storia che vorrebbe essere credibile e che invece non lo è. Io ho fatto il tifo sfegatato per la tigre.

TrivisaA seguire il lavoro d'esordio di Frank Hui, Jevons Au e Vicky Wong Trivisa, col marchio di Johnnie To come produttore che qui ad Udine festeggia oltre il suo personale genetliaco anche i vent'anni della storica casa di produzione Milkyway. Il film ispirato a personaggi reali, è ambientato nei mesi antecedenti allo storico handover del 1997 che riportò Hong Kong sotto il governo cinese: tre ladri leggendari e tre storie che appaiono slegate, visti con gli occhi di tre giovani registi che rivisitano a modo loro quello che fu uno dei periodi più turbolenti dell'ex colonia britannica. Si può anche provare a cambiare vita, sotto la pressione dei tempi che cambiano, ma lo spirito hongkonghese da strada e da malavitoso rimane sopito ma sempre pronto a tornare a galla.

L'assaggio del FEFF 18 termina qui. Il primo giorno è sempre uno dei più tosti, c'è da smaltire il viaggio e da rodare la macchina che dovrà affrontare la lunga strada nel mondo del cinema asiatico.
Da domani si parte con le maratone.




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Massimo Volpe

"Ma tu sei un critico cinematografico?" "No, io metto solo nero su bianco i miei sproloqui cinematografici, per non dimenticarli".

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