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Mr. Zhu's Summer - Recensione

Mr. Zhu's Summer - Song Haolin - 2017Esordio tenero e ingenuo per il regista Song Haolin, che realizza una commedia dolceamara in cui si riflette con leggerezza sul sistema educativo della Cina contemporanea

Il signor Zhu è un insegnate di provincia timido e idealista, che cerca di educare al meglio i propri studenti nel tentativo di guadagnarne la stima e il rispetto. Il suo carattere mite e garbato, tuttavia, non sembra essere adatto al clima disumanizzato e fortemente competitivo della comunità in cui vive. Deluso e frustrato, decide di abbandonare l’insegnamento, ma prima di cedere la cattedra a un sostituto inizia a sperimentare nuovi metodi didattici, mirati alla stimolazione della creatività e dell’introspezione. Il suo approccio poco ortodosso, però, finirà per condurlo a un precoce allontanamento, spingendo due piccoli allievi a fare di tutto per riportare in classe il loro maestro.
Song Haolin scrive e dirige una commedia di ambientazione scolastica che sfrutta il tema della formazione per proporre una riflessione più ampia sulla condizione attuale della società cinese, denunciandone la progressiva crisi di valori e la tendenza all’omologazione. Attraverso una storia semplice e lineare, l’autore sembra denunciare l’ossessione del suo Paese per l’affermazione individuale, che arriva a sacrificare la componente umana e le relazioni personali al solo scopo di ottenere il successo e la realizzazione lavorativa. Seppur con un approccio ingenuo e spesso superficiale, la sceneggiatura offre spunti di critica feroce alle moderne dinamiche familiari e alla rincorsa forsennata al benessere. Tuttavia, la denuncia del conformismo che soffoca la ricchezza della diversità si avvale paradossalmente di stereotipi e cliché narrativi scontati, che portano la pellicola a una perdita di forza e intensità. Se si esclude il protagonista, infatti, la caratterizzazione dei personaggi è a volte solo accennata, e ripropone alcuni elementi tipici del genere senza una vera rielaborazione. Song Haolin è però bravo a gestire il ritmo del racconto, alternando con grande abilità ironia e drammaticità. Proprio la delicatezza e i continui intermezzi comici costituiscono il punto di forza del film, che riesce a trattare con leggerezza anche le tematiche più dure, senza esagerare mai con la retorica o la morale facile e consolatoria.
La regia mostra spesso un’impostazione troppo accademica e poco incisiva, priva di particolari soluzioni visive, su cui influisce l’inesperienza dell’autore esordiente. Questo aspetto è evidente nella messa in scena e nella tendenza a sovraccaricare alcune sequenze, in cui si vuole sottolineare la partecipazione emotiva attraverso la reiterazione e l’accumulazione. Song Haolin può vantare però una lunga esperienza di attore nel mondo televisivo, da cui fortunatamente è riuscito a ereditare una efficace gestione dei tempi (soprattutto quelli comici), che in parte mitiga l’effetto di dilatazione di molte scene. In tal senso, anche la prova del cast sembra beneficiare della direzione registica, sia per l’interpretazione autentica del protagonista che per quella corale e tenera dei piccoli attori.

Mr. Zhu’s Summer è un’opera prima imperfetta, ma che regala emozioni e sorrisi con garbata e tenera ironia. Una pellicola che affida ai buoni sentimenti e alla speranza una riflessione sincera sul futuro delle nuove generazioni.




Il nostro giudizio: Il nostro giudizio è 2.5

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Simone Tricarico

Pensieri sparsi di un amante della Settima Arte, che si limita a constatare come il vero Cinema sia integrale riproduzione dell’irriproducibile.

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